Jeff Hawkins e il “problema delle Menti”
Oggi Palm Computing, azienda fondata nel 1992 da Jeff Hawkins, viene acquistata da HP. Sarà una data da ricordare per tanti motivi. Si apriranno nuovi scenari, con la possibilità di creare eBook reader o smart phone da parte di HP grazie al fantastico webOS (che a mio modo di vedere è il miglior OS mobile attualmente in circolazione). Per Microsoft una preoccupazione in più: potrebbe essere la data in cui inizia seriamente a sgretolarsi il castello di sabbia di Windows Mobile.
La natura di tutto il fenomeno mobile è essenziale per capirne le evoluzioni, ed è legata al fondatore di Palm Computing Jeff Hawkins (di cui anche Bill Moggridge parla nel suo “Designing Interaction”). La sua figura è importante per noi non tanto per il suo Palm Pilot, primo device veramente mobile, ma perché segna l’incontro tra le scienze della mente e l’interaction design. La prima volta in cui il design trae spunto da una teoria scientifica (memory-prediction framework), che entra così a far parte degli strumenti dell’interaction designer. La teoria che tratta della modalità con cui i mammiferi agiscono basandosi su di un meccanismo di eccitazione dei neuroni nei sei strati di corteccia cerebrale.
Semplificando molto: quando ci troviamo in una situazione nuova (cioè non presente nella memoria) con un dispendio di energia, immagazziniamo la struttura di quello che è successo. Impariamo. Quando una situazione si è già presentata o è simile a una conosciuta, ricorriamo alla memoria e predisponiamo i sensi ed i muscoli a reagire secondo i patterns appresi, prevedendo quello che sta succedendo secondo il ricordo.
Non vogliamo discutere sulla validità delle teorie di Hawkins, solo far notare come siano state centrali e importanti per la creazione di interfacce e comportamenti. Oggi HP ci ha dimostrato che quanto meno si è trattato di un lavoro ben speso.